Gabriella Salini

studio di perizie e consulenze grafologiche

Il testamento

La scrittura delle proprie volontà testamentarie è una delle proiezioni emotive di maggior intensità e più rivelatrici che la documentazione autografa tramanda al grafologo.

E’ così, giusto iniziare la conoscenza introspettiva dell’uomo e del letterato dall’analisi grafologica del testamento.

Fogazzaro nel testamento scrive: [..] perdono a tutti coloro che per le mie opinioni religiose mi hanno dato, da opposte parti ingiuria [..].

La sua scrittura rivela che non c’è sentimento di perdono nel suo cuore, c’è un atto di volontà e di ubbidienza alla fede, una volontà risoluta e rigorosa che ha prevalso sul suo profondo dolore e sull’animosità cocente del sua onorabilità offesa e tradita. E’ il silenzio della ribellione sanguigna che ha nel cuore, il suo perdono a chi gli ha fatto ingiuria. Non c’è la serenità e la pace del vero perdono nel suo cuore, c’è un’acuta sofferenza, che ha sublimato per profondo e autentico senso del dovere religioso e della sua onorabilità.

Fogazzaro non è stato, secondo la sua scrittura, un uomo con il dono della fede, ma un uomo con una risoluta e tenace volontà di fede, perché se non avesse avuto un carattere risoluto, ambizioso, orgoglioso, ipersensibile nei confronti della propria onorabilità fino al punto di ricercare la perfezione spirituale, non avrebbe mai potuto rinunciare alla forte passionalità affettiva e esistenziale del suo temperamento di uomo politico e scrittore.

novembre 10th, 2017 | SCRIVI UN COMMENTO